LA CATASTA

Ci sono cose alle quali non avevo mai pensato e, soprattutto, che non avevo mai "compreso".

Che inizio imbecille!

Praticamente in cinquantatré anni non sono ancora riuscito a capire un tubo!

Tutta questa inutile pappardella per cercare di spiegare che non mi ero mai accorto di quanto fosse difficile e faticoso tirare a campà.

Insomma, mi faccio il culo senza sapere perché, senza produrre nulla di utile, senza ragioni speciali e non credo che serva veramente ad alcuno.

L'Orso sostiene che sono un vecchio rompicoglioni perché lo riprendo sempre, sia pure con il mio consueto garbo ed il solito fastidioso umorismo, e che ce l'ho con Lui perché tratto sempre meglio l'Anaconda.

La piccola belva, che accampa titoli di proprietà su di me, mi sconvolge, fortunatamente di rado, con le sue ire glacialvulcanesche imputandomi colpe speciali che sicuramente ho, ma che non riesco a capire d'acchito (e neanche dopo, a dire il vero. Faccio solo finta), data la mia naturale stupidità.

La Strega, l'oscura e malevola presenza che mi tortura da oltre un trentennio e che, in un ipnotico quattordici luglio del 1972, mi ha proditoriamente conferito incomprensibili responsabilità di pater familias, esige da me capacità gestionali che vanno ben oltre le mie povere doti imitative

Insomma : un vero psicodramma!

Già...perché questa é la verità!...almeno credo.

Io imito...imito tutto.

Il buon padre di famiglia, il bravo marito, l'amante appassionato ed esperto (in questa parte sono un vero cesso!), la donna delle pulizie, il maggiordomo, etc. etc.

Insomma ,volta per volta, imito il personaggio necessario.

La questione é che certi personaggi, per funzionare, richiedono o la necessaria competenza o un copione almeno discreto.

E per fare lo psicologo, il medico, il terapeuta familiare, io non dispongo di alcuna delle due cose.

Per altre parti, quella di persona responsabile per esempio, non sono proprio portato.

Sono un deficiente irresponsabile e nulla di più.

La Gente dice: "Guarda Marco, come é bravo! Un marito perfetto,...un padre straordinario.

Sempre a giocare con i bambini.... Anche quelli degli altri."

Per forza!

Mi trovo a mio agio solo con bambini.

Per quel che riguarda i rapporti sociali siamo più o meno sullo stesso livello e, almeno, possiamo giocare con il Lego.

I nostri amici credono che io sia un intellettuale cortese perché sono sempre gentile ed appropriato e spesso mi isolo a "meditare".

Meditare un cazzo!

Mi isolo perché non so proprio che cosa farci con le persone.

E sono gentile perché la smettano prima di rompermi le balle,...possibilmente senza picchiarmi.

Solo che, se non "sei" ma "appari" soltanto, tutto

é straordinariamente faticoso.

E quando cominci anche a morire, un poco alla volta, a vivere nei dolori (piccole rotture in verità) ed a non farcela a restare sveglio...beh! Allora tutto diventa un vero casino.

E' proprio come portare una grossa gerla sulle spalle. Anzi...no, la gerla si porta discretamente.

E' come portare una catasta: pesante e squilibrata.

Una fatica bestiale!

A volte sono persino contento di avere un cancro.

E che sia anche incurabile.

Già, perché penso che almeno, prima o poi, ci penserà Lui a metterci una pezza.

Genova, agosto 1999




Per informazioni rivolgersi a:

Marco Capurro

capurromrc@colrag.ge.it
Via Granello, 3/7
Genova, GE 16121
Italia

 


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